Le catastrofi naturali sono in continuo aumento.
Una riflessione su questi fenomeni nell'ottica cristiana.

 

 

(N.B.: l'articolo è stato pubblicato nel settembre del 2005)

Nei secoli e nei decenni scorsi le profezie di molti mistici e veggenti cattolici hanno preannunciato un tempo futuro caratterizzato da un dilagare straordinario di catastrofi naturali. A giudicare dai numerosi cataclismi verificatisi nell’ultimo decennio, sembrerebbe che ormai stiamo davvero assistendo al realizzarsi di queste profezie.
Solo in questi ultimi 12 mesi abbiamo visto un susseguirsi continuo e allarmante di eventi anomali, che hanno raggiunto in varie occasioni i drammatici contorni di immani tragedie. Ad iniziare dallo tsunami in Asia del dicembre scorso, che ha fatto centinaia di migliaia di morti in numerosi stati del sud del continente; passando per le forti piogge torrenziali e le inondazioni che hanno investito Asia (in particolare Cina e India) ed Europa centro-orientale, a causa delle quali sono morte varie centinaia di persone mentre a milioni sono rimasti senza tetto; fino all’uragano Katrina che ha flagellato pesantemente il sud degli Stati Uniti, diventando la più grave catastrofe naturale degli ultimi 100 anni in quest’area del mondo, responsabile di un migliaio di vittime e di centinaia di miliardi di dollari di danni. Ed ora, a distanza di appena pochi giorni, un'altra forza della natura si abbatte sugli stati del Texas e della Luisiana: l’uragano Rita. Fortunatamente Rita non sembra abbia causato vittime (circa 3 milioni di persone erano state evacuate dalle zone interessate, come misura precauzionale) ma i danni dovrebbero ammontare ad una decina di miliardi di dollari, un ulteriore fendente ad un'economia, quella americana, già duramente provata da Katrina.
Pare che nel 1946 la mistica tedesca Teresa Neumann, ad alcuni soldati americani che le chiedevano se gli Stati Uniti sarebbero mai stati distrutti o invasi in una guerra, abbia detto: "No, ma alla fine di questo secolo l’America sarà distrutta economicamente da una serie di disastri naturali". Effettivamente proprio a partire dagli anni ’90 fino ai giorni nostri, questo Paese ha visto un aumento esponenziale, per intensità e frequenza, di fenomeni meteorologici eccezionali quali uragani e tornado. Ma anche il resto del mondo non è stato certo risparmiato dalle catastrofi naturali, e non parliamo solo di fenomeni climatici estremi ma anche di eventi sismici altamente distruttivi.
Fra i tanti mistici che avevano previsto il verificarsi in tutto il mondo di questi eventi c’è Christina Gallagher. La mistica irlandese, negli anni ’90, ha ricevuto da Gesù molti messaggi in cui si anticipavano questi eventi. La signora Gallagher è sotto la direzione spirituale di Padre Gerard McGinnity, un autorevole mariologo irlandese. Vi proponiamo su questo tema una riflessione teologica che Padre McGinnity ha presentato nel febbraio del 2005, a poche settimane dallo Tsunami asiatico, nella quale analizza - anche alla luce dei messaggi ricevuti da Christina - le cause di tali catastrofi naturali e i possibili rimedi. E lo fa non dalla solita, scontata, prospettiva scientifica e scientista a cui i mass media ci hanno ormai abituati - purtroppo l’unica che oggigiorno viene presa in considerazione per ragionare su questi fenomeni - ma piuttosto da un punto di vista che - limitatamente a tali catastrofi naturali - trova ormai sempre meno attenzione nell’opinione pubblica: quello della fede. E ragionando sulle cause dal punto di vista della fede non si può non arrivare alla conclusione che all’origine di certe calamità ci siano i peccati degli uomini, e Dio le permette per trarne un bene, il bene massimo: la salvezza delle nostre anime. Per cui, a ben vedere, non esiste che un solo vero rimedio al dilagare di questi fenomeni, quello che la Madonna chiede instancabilmente da decenni in tante apparizioni in ogni parte del mondo: la conversione dei cuori!

La redazione di P.T.M.

 


 

Padre Gerard McGinnity Ph.D. P.P.

Sono molte le persone che, scrivendo ai giornali e telefonando nei talk show, chiedono "una spiegazione convincente" su quale sia la precisa relazione di Dio con questa catastrofe, tuttavia in tutti i tentativi di offrire una spiegazione c’è la curiosa omissione di una dimensione - senza dubbio la dimensione centrale. Vorrei esporla nella seguente riflessione.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: "L'uomo deve rispettare la bontà propria di ogni creatura, per evitare un uso disordinato delle cose, che disprezza il Creatore e comporta conseguenze nefaste per gli uomini e per il loro ambiente"(339).

L'insegnamento della Chiesa la dice tutta!

Questo, mi sembra, ci suggerisce di riconoscere che come "amministratori della creazione di Dio" abbiamo la responsabilità di fare ben più che salvaguardare e condividere le risorse della terra.

Siamo obbligati soprattutto a "rispettare" il capolavoro dell’intera creazione di Dio, vale a dire la persona umana creata a Sua immagine - cosa che viene raramente riconosciuta al giorno d’oggi - per poi andare ancora oltre evitando il "disprezzo" per il Creatore, il quale sostiene costantemente tutto ciò che esiste.

Il summenzionato brano sembra indicare che esiste un ordine di interdipendenza a tre livelli: il Creatore, l'umanità e la creazione, [e dobbiamo rispettarlo] se vogliamo evitare " conseguenze nefaste per gli uomini e per il loro ambiente". Se accettiamo la logica di un tale triplo ordine, ci dobbiamo sorprendere delle disastrose conseguenze da cui siamo sopraffatti? Certamente non c’è bisogno di ricordare che fino ad ora questa interdipendenza è stata progressivamente sgretolata nella società. È praticamente a pezzi. In questi giorni abbondano analisi giornalistiche che dimostrano il fatto che entrambe le prescrizioni del "rispetto per ogni creatura" e dell'evitare il "disprezzo per il Creatore" oggigiorno sono più soggette ad essere violate che osservate. Il "disprezzo per il Creatore " si esprime sempre più in una diffusa ostilità verso ogni accenno ai Suoi diritti o alla Sua legge. Egli viene visto sempre più come un intruso nelle cose umane - tranne forse quando devono essere attribuite delle colpe... E per quanto riguarda il rispetto per "la bontà propria di ogni creatura", chi potrà contare i milioni di piccoli che vengono uccisi sistematicamente con l'aborto, che sono oggetto di traffici per abusi e che tuttavia non hanno voce, in ogni parte del nostro mondo? Non ci sono telecamere che li seguono per raccontare la loro storia. Ogni tanto ci sono, giustamente, lodevoli prese di posizione in difesa delle volpi, delle foche e delle aree paludose, ma che dire di un flusso crescente di inquinanti: gli errori morali che corrodono i valori dei nostri giovani e che non trovano alcuna contestazione né opposizione? Vediamo questi giovani sprofondare nel pantano della "cultura della morte e della disperazione" o "evadere" nel clima da carpe diem del bere smodato e della vita permissiva.

Un sacerdote che recentemente è stato intervistato dopo un doppio suicidio di giovani avvenuto nella sua parrocchia, osservava: "la cultura moderna non ci permette di condannare niente e non accetta facilmente le critiche". Le potenti invenzioni informatiche e i mezzi di comunicazione sono spessissimo carichi dei rifiuti tossici della pornografia, che avvelena le virtù residue che ancora resistono. Risoluzioni globali vengono adottate per correggere la cattiva gestione delle questioni ecologiche, mentre gli inquinanti morali affumicano la terra... Nei Suoi insegnamenti sulla pulizia e sulla purificazione, Gesù ha dichiarato enfaticamente che solo quando viene ristabilito il dovuto ordine nell'individuo e solo quando la coscienza è stata corretta dalla Verità, il giusto ordine può prevalere nella società (Mc 7,14-23).

Le stesse Scritture contengono una strana parola che viene pronunciata da Gesù in difesa dei giovani che lo seguivano, quando dice che se alle voci dei bambini viene impedito di darGli lode, allora la natura stessa griderà... (Cfr.:. Lu 19,40, Mt 21,15). Certamente non deve essere incolpato Dio di questo.

Il concetto chiave di quanto l'umanità e la creazione siano intimamente interdipendenti nel piano di Dio viene chiarito con maggior precisione nel Catechismo. "Il «dominio» del mondo che Dio aveva concesso all'uomo, si realizzava innanzi tutto nell'uomo stesso come padronanza di sé". Il Catechismo quindi invoca la triplice forma della concupiscenza, menzionata in una lettera di San Giovanni, che soggioga gli individui: cupidigia, auto-affermazione e piaceri dei sensi, contro cui, con l’aiuto di Dio, è necessario lottare costantemente per controllarla, se bisogna guadagnare il dominio (di sé stessi).

Quando viene abbandonata questa lotta - poiché così impone la cultura dominante - l’individuo cade nella degenerazione morale. Con l'erosione della coscienza, "la nuova moralità" si trasforma in "politicamente corretto". Quando gli esseri umani, responsabili dell’intero ordine creato e intesi a realizzare il loro più alto potenziale "nell’offerta al loro creatore", usano le loro decisioni per vanificare i Suoi fini, "fanno i propri interessi" e di fatto rovinano il giusto ordine stabilito da Dio; a quel punto il giusto ordine è distrutto e ne segue il "disastro". Nel pensiero di Sant’Agostino, Dio ci permette, nell’uso della nostra libertà, di fare il male, ma se ciò accade Egli lavora per trarre un bene maggiore dalle sue conseguenze. Ma come si può biasimare allora Dio?

Egli non potrebbe neanche avere un atteggiamento distaccato. La conoscenza data direttamente a Christina della ragione per cui da parte di Dio debbano esserci al contempo giustizia e misericordia è la seguente. Si deve all'enormità della vittoria di Gesù (nella Sua passione, morte e resurrezione per redimere le anime) il fatto che il Padre intervenga quando la grandezza di questa vittoria è degradata ed abbassata sotto il livello dell'animale. Noi ci dimentichiamo che i nostri corpi sono un vaso sacro che contiene l'unione del Suo Spirito nelle nostre anime per mezzo della redenzione. In virtù della nostra unione nel Corpo Mistico di Suo Figlio, noi lo umiliamo quando col nostro comportamento a volte ci abbassiamo al di sotto del livello dell'animale in ciò che viene fatto nel mondo.

È comprensibile che un tale padre desideri ardentemente di rendere consapevoli le nostre anime della realtà della Sua esistenza (una delle conseguenze misericordiose che possono derivare dalla giustizia di Dio, secondo gli insegnamenti di Sant’Agostino) in modo da salvarci dal pantano del nostro peccato - un peccato che consente al maligno di promuovere le crescenti anomalie nel nostro mondo. Il Padre può così impedire [attraverso le calamità, malgrado l’inesprimibile dolore per il verificarsi di questi eventi; N.d.T.] ciò che Gesù ha definito la più grande di tutte le catastrofi, che supera in gravità qualsiasi cosa possa accadere in questa vita: la perdita eterna dell’anima di una persona (Mt 10,28).

Naturalmente, è sempre un conforto per la nostra fede sapere che coloro che vengono presi innocenti in tali tragedie che il peccato porta sul nostro mondo, sono uniti all’innocenza di Cristo e diventano quindi dei mezzi per salvare i colpevoli, nell'azione misteriosa dell’opera redentrice di Dio.

Dispiace molto che la realtà del disastro dello tsunami e i mezzi di protezione contro di esso siano stati comunicati (assieme a molti altri eventi, alcuni già compiuti, come per la distruzione delle Torri Gemelle ed altri che si approssimano nel mondo) molti anni fa a Christina [e ciò non abbia sortito risultati sulle persone; N.d.T.]. Christina ha lottato continuamente per compiere il suo dovere di preparare la gente senza sensazionalismi con tutti i mezzi a sua disposizione, malgrado ogni suo tentativo abbia incontrato un costante rifiuto e perfino derisione. Neanche di questo possiamo certamente incolpare Dio.

Padre Gerard McGinnity, Ph.D. P.P.

 

Questa lettera è stata inviata ad un importante quotidiano irlandese, ma non è stata pubblicata. Ogni rivendicazione dei diritti di Dio sembra non essere "politicamente corretta" e risulta poco gradita ai lettori. Ciò è in sé certamente un’ulteriore conferma del punto in discussione nella lettera, vale a dire che c’è un crescente fastidio nella considerazione di Dio, tranne quando Egli è quello a cui "bisogna dare le colpe".

Inoltre conferma la profezia di Gesù a Christina del 1992, menzionata nella sua biografia pubblicata a quel tempo. Christina osservò: "In un primo momento la gente cercherà di liquidare tutto come «calamità naturali» o semplicemente come «strani eventi». Cercheranno spiegazioni nella scienza. Descriveranno le tempeste ecc. come «capricci della natura». Non vorranno accettare che sono i peccati del mondo a portare tutto ciò su di noi". Christina ha visto crescere la paura fra la gente quando gli eventi si intensificheranno oltre ogni misura mai sperimentata in precedenza. Allora sapranno che tutto ciò non è "naturale". Malgrado ciò, non si convertiranno automaticamente al crescere della sofferenza. Non tutti a quel punto si rivolgeranno a Dio in cerca di aiuto. Le guerre e le difficoltà provocheranno ateismo e mancanza di fede. Da questi scaturirà la disperazione. Così i disastri indurranno alcuni, invece di convertirsi, a maledire Dio. È anche per preparare a questi eventi che Gesù ha detto a Christina: "Quelli che credono dovrebbero pregare per coloro che non credono".

 

Da "Tsunami Disaster in Asia" di Padre Gerard McGinnity, dal sito Christina Gallagher delivers Heaven's messages to the world
Traduzione a cura di "Profezie per il Terzo Millennio"

 

 

Per un approfondimento di questi temi vi raccomandiamo la consultazione del seguente capitolo:

I segni dei tempi negli avvenimenti dei nostri giorni

 

 

 

A cura di "Profezie per il Terzo Millennio" - Ultimo aggiornamento: ottobre 2005
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