CENNI STORICO-BIOGRAFICI

Varie informazioni sulle apparizioni mariane e sulla vita di santi, mistici e veggenti

 

(Beata) Elisabetta Canori Mora - Roma, Italia
Estatica di Tours - Francia
Fatima, Portogallo
Fra' David Lopez

(San) Francesco d'Assisi
(San) Francesco da Paola
(San) Gaspare del Bufalo
(San) Giovanni Damasceno
(San) Girolamo
Grotta di Bessbrook - Irlanda
Grotta di Melleray - monte Knockmealdown, Irlanda
Hanya - Ucraina
(San) Ilario di Poitiers
(San) Ippolito
(San) Ireneo
(Padre) Jean-Edouard Lamy

 

 

 

(Beata) Elisabetta Canori Mora - Roma, Italia

Elisabetta Canori Mora

Elisabetta Canori nacque a Roma il 21 novembre 1774 in una famiglia agiata e molto devota. I coniugi Canori ebbero dodici figli, sei dei quali morirono nei primi anni di vita. A causa di sopravvenuti problemi economici, il padre di Elisabetta si trovò costretto a ricorrere all'aiuto di un fratello che si fece carico delle nipoti Elisabetta e Benedetta. Questo, qualche tempo dopo, deciderà di affidare le nipoti alle Suore Agostiniane del monastero di S. Rita da Cascia.

Il 10 gennaio 1796 Elisabetta sposò Cristoforo Mora, un giovane avvocato colto ed educato. Ma dopo alcuni mesi Cristoforo, irretito da un’altra donna, tradisce la moglie e si abbrutisce fino al punto di sottoporla a violenze di ogni genere. Inoltre trascura il suo lavoro e finisce per ridurre la famiglia sul lastrico. Ma nonostante tutto Elisabetta rifiutò sempre di prendere anche solo in considerazione di separarsi dal marito, come qualcuno le consigliava, ma anzi continuò ad amare Cristoforo, a sostenerlo, a perdonarlo, sperando sempre e pregando per una sua conversione.

Nel 1799 nacque la figlia Marianna e nel 1801 Maria Lucina. Elisabetta per sostenere la famiglia fu costretta a guadagnarsi da vivere lavorando. Ma nello stesso tempo riusciva ad occuparsi con amorevole dedizione delle figlie e della cura quotidiana della casa, dedicando contemporaneamente molto spazio alla preghiera, al servizio dei poveri e all'assistenza degli ammalati. La gente si rivolgeva a lei per chiederle consiglio spirituale, conforto e preghiere. Col passare del tempo non solo i suoi vicini ma la gente di ogni parte di Roma iniziò a chiamarla "la santa"; si era ormai diffusa la voce delle sue straordinarie esperienze mistiche e facoltà taumaturgiche. Questa grande popolarità però non influì sul suo stile di vita povero, improntato ad una grande umiltà e ad un generoso spirito di servizio ai poveri e ai lontani da Dio. Più tardi aderì all’ordine dei Trinitari.

Trascorse gli ultimi anni della sua vita nella malattia, sostenuta dal grande amore per Gesù Crocifisso. Il Signore la ripagò con innumerevoli grazie e doni mistici. Ricevette anche le piaghe di Cristo, le stigmate.

Morì a Roma il 5 febbraio 1825, e venne sepolta nella Chiesa di San Carlino.

Prima della sua morte predisse la conversione del marito. Ebbe ragione, Cristoforo abbracciò la Fede e divenne prima frate minore, poi sacerdote nell’Ordine dei Francescani.

Fu proclamata Venerabile nel 1928 e il 24 aprile 1994 venne beatificata da Papa Giovanni Paolo II.

 

 

Estatica di Tours – Francia

Di lei si sa ben poco. Non si conosce il suo nome ma si sa che era una suora vissuta nel XIX secolo a Tours in Francia. Le rivelazioni ricevute fra il 1872 e il 1873 vennero pubblicate nel 1882, sotto la supervisione del suo direttore spirituale, nel libro "La Veille de la Victoire du Christ" ("La Vigilia della Vittoria di Cristo"; N.d.T.).

Le profezie dell'Estatica di Tours

 

 

Fatima, Portogallo

Da sinistra: Giacinta Marto, Francesco Marto e Lucia dos Santo

Il 13 Maggio 1917 la Santissima Vergine è apparsa a tre bambini portoghesi a Cova da Iria vicino al villaggio di Fatima. I bambini erano: Lucia dos Santos di dieci anni e i suoi cugini Giacinta Marto di sette anni e Francesco Marto di nove anni.

Nostra Signora è apparsa loro il 13 di ogni mese per sei mesi consecutivi (tranne che ad agosto, quando apparve il 19), chiedendo preghiera, la recita quotidiana del Rosario e sacrifici per la conversione dei peccatori. Il giorno dell’ultima apparizione, avvenuta il 13 ottobre 1917, 70.000 persone raccolte nel luogo delle apparizioni hanno potuto assistere al miracolo del sole.

La Madonna il 13 luglio ha rivelato ai bambini un segreto diviso in tre parti e alla più grande, Lucia, che ora è Suor Lucia delle Carmelitane, ha affidato l’incarico di comunicarlo al mondo. Le prime due parti del segreto, che riguardano l’esistenza dell’inferno e la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, vennero rivelate da Suor Lucia nel 1941 con l’approvazione del Vescovo. La terza parte venne invece scritta da Suor Lucia nel 1944. Ella volle però che il messaggio non fosse reso noto subito e per questo prima di consegnare al Vescovo la busta sigillata contenente il segreto vi scrisse sopra che poteva essere aperta solo dopo il 1960.

Suor Lucia Dos Santos

Il Vaticano comunque preferì non rendere pubblico il segreto né nel 1960 né negli anni seguenti. Lo fece ben 40 anni più tardi, il 26 giugno 2000, quando su decisione di Sua Santità Giovanni Paolo II (che ne aveva dato l'annuncio il 13 maggio 2000 durante la cerimonia di beatificazione di Giacinta e Francesco), la Congregazione per la Dottrina della Fede ne presentò ufficialmente il contenuto al mondo.

(Consulta la versione integrale del segreto di Fatima nella pagina: "I "segreti" di Fatima").

Le apparizioni di Fatima sono state approvate ufficialmente dalla Chiesa.

Il 13 maggio 2000, nel Santuario di Nostra Signora del Rosario a Fatima, davanti ad una folla di 600 mila persone, Papa Giovanni Paolo II ha beatificato Francesco e Giacinta Marto. Francesco e Giacinta sono i primi bambini non martiri beatificati dalla Chiesa Cattolica.

 

Consulta anche: Fatima: le apparizioni di "Nostra Signora di Fatima", I "segreti" di Fatima, Fatima: profezia realizzata

 

 

Fra' David Lopez

Fra’ David Lopez è un frate francescano, vive negli Stati Uniti e da molti anni dirige un piccolo ricovero (nella cittadina di Weslaco, nel Texas) dove viene data ospitalità e assistenza agli immigrati clandestini. Il 14 agosto 1987, mentre si trovava in pellegrinaggio a Medjugorje, Fra’ David ricevette una locuzione interiore della Madonna. Mentre assisteva all’apparizione dei veggenti di Medjugorje perse conoscenza e sentii improvvisamente la presenza della Vergine che gli diede un messaggio per il mondo e gli parlò di alcuni avvenimenti futuri: un periodo di grande tribolazione, tre giorni di buio e un grandioso segno nel cielo.

Fra’ David scrisse il messaggio della Madonna solo l’11 settembre 1987. Pur sapendo che il messaggio andava diffuso per quasi un mese aveva cercato ogni possibile pretesto per non farlo: vista la gravità dei suoi contenuti temeva per le incomprensioni e le critiche che questo avrebbe certamente suscitato.

L’11 settembre, mentre si trovava nel Santuario di Czestochowa a San Antonio in Texas e stava pregando il Rosario, sollevando gli occhi si accorse che la statua della Vergine di Guadalupe si stava animando miracolosamente. La Madonna gli parlò ancora una volta e gli ripeté la richiesta di scrivere il messaggio datogli a Medjugorje dicendogli di portarlo poi al Vescovo. Fra’ David questa volta fece esattamente come la Madonna gli aveva detto e consegnò il messaggio al Vescovo John Joseph Fitzpatrick della Diocesi di Brownsville. Il Vescovo gli disse: "David, queste parole non sono nuove. Questo messaggio non è tuo e non devi tenerlo per te. È per il mondo intero e io non ti impedirò di pubblicare queste parole, ma sii prudente perché non tutti vogliono accettare e comprendere. Certamente non c’è alcun errore di tipo dottrinale, spirituale o morale".

Le rivelazioni della Madonna a Fra' David Lopez

 

 

(San) Francesco d'Assisi

San Francesco d'Assisi

Francesco nacque ad Assisi, tra il dicembre 1181 e il settembre 1182, da Pietro Bernardone dei Moriconi, ricco mercante di stoffe, e dalla nobil donna Pica Bourlemont.

Condusse una giovinezza dissoluta. Nel 1202 partecipò come cavaliere alla guerra tra Assisi e Perugia e nel 1205, come volontario nelle milizie pontificie, alla spedizione per la guerra santa. Il suo viaggio, tuttavia, fu interrotto da un sogno in cui il Signore gli parlò. La stessa Voce divina di lì a poco lo inviterà a ricostruire la Sua Chiesa. Da quel momento rinunciò alle ricchezze paterne e, abbandonati la famiglia e gli amici, condusse per alcuni anni una vita di penitenza e solitudine in totale povertà. Gli inizi furono non facili in quanto le idee di San Francesco sulla povertà e sulla semplicità della vita non venivano comprese né dalla gente e né dal clero. In seguito, formatosi un gruppo di seguaci, fondò il primo nucleo della congregazione dei fratelli (frati) francescani, attorno al principio della fraternità estesa a tutti gli esseri del creato, della “minorità” intesa come sottomissione completa e dell'assoluta povertà.

Nel 1209 Papa Innocenzo III approvò la Proto-Regola è autorizzò San Francesco a predicare tra le genti. Dal 1210 peregrinò per le strade e le piazze d'Italia: dovunque accorrevano a lui folle numerose e schiere di discepoli. Accolse poi la giovane Chiara, che diede inizio al secondo ordine francescano, e fondò un terzo ordine per quanti desideravano vivere da penitenti, con regole adatte per i laici. Il suo ordine verrà poi riconosciuto definitivamente nel 1223 da Onorio III che ne approverà la Regola, valida anche per le clarisse e per l'ordine laico dei terziari.

San Francesco iniziò così a girare per il mondo arrivando fino a Dalmiata d'Egitto (1219-20 erano i tempi delle crociate) dal sultano Melek El Kamel.

Nel 1224 San Francesco ricevette le stigmate mentre era in preghiera sul monte della Verna. Vide scendere dal cielo un serafino che gli si avvicinò in volo rimanendo sospeso nell'aria. Fra le ali dell’angelo, Francesco vide lampeggiare la figura di un uomo con mani e piedi distesi e inchiodati ad una croce. Quando la visione scomparve lasciò nel suo cuore un ardore straordinario e nella carne i segni della crocifissione.

Di lì a poco, sentendo vicina la morte, San Francesco si fece riportare da Siena ad Assisi (alla Porziuncola). Morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1226.

Il 16 luglio 1228, a meno di due anni dalla morte, papa Gregorio IX proclamò santo il Poverello d'Assisi.

Dopo la morte, la sua figura ebbe subito una vastissima risonanza fra i contemporanei. San Francesco da quel momento e fino ai nostri giorni verrà considerato una delle più grandi figure dell'umanità, non solo in campo religioso.

Nel 1939, Papa Pio XII proclamò San Francesco Patrono d'Italia.

Una presunta (cfr. la nota introduttiva) profezia di San Francesco d'Assisi

 

 

(San) Francesco da Paola

San Francesco da Paola

San Francesco da Paola nacque a Paola, Cosenza, il 27 marzo 1416.

La sua era una famiglia di poveri contadini. Francesco mostrò fin da piccolo i segni della sua straordinaria santità. All'età di tredici anni entrò nell'ordine francescano. Negli anni che seguirono si ritirò a vivere in solitudine dedicandosi alla preghiera e alle mortificazioni. Allevato nella povertà, rimase fedele al suo ideale di vita austera e impose in seguito una "regola" molto severa anche ai suoi seguaci.

La fama della sua santità e dei suoi miracoli attirò per molti anni al suo seguito uno stuolo di giovani desiderosi di seguirne l'esempio. Attorno al 1454 l'Arcivescovo di Cosenza gli diede l'autorizzazione di costruire un grande monastero e una chiesa. L'entusiasmo e la devozione della gente verso questo umile frate crebbero in poco tempo, grazie anche ai tanti miracoli che Francesco operava in risposta alle loro preghiere. Aveva il dono della profezia (profetizzò la conquista di Otranto del 1480 da parte dei turchi ) e del discernimento delle coscienze.

La sua fama di santo e taumaturgo valicò anche le Alpi; lo stesso re di Francia, Luigi XI, chiese l'intervento di Francesco perché lo guarisse dalla grave malattia che lo aveva colpito. Il frate al sovrano non restituì la salute del corpo ma quella dell'anima, conciliandolo con Dio e disponendolo ad accettarne la divina volontà. Prima di morire Luigi XI lo nominò direttore spirituale di suo figlio e successore, Carlo VIII.

Passò gli ultimi tre mesi della sua vita in completa solitudine, preparandosi alla morte. Morì età di 91 anni a Plessis-les-Tours, Francia, il 2 aprile 1507, un venerdì santo.

Fu canonizzato da Leone X nel 1519, a soli dodici anni dalla morte. Nel 1562 la sua tomba fu aperta e il suo corpo venne trovato incorrotto.

Le profezie di San Francesco da Paola

 

 

(San) Gaspare del Bufalo

San Gaspare del Bufalo

Nacque a Roma il 6 gennaio 1786. Fin dai primi anni la sua vita fu dedita alla preghiera e alla penitenza e caratterizzata dalla chiamata alla vita religiosa. Tentò anche di fuggire di casa per recarsi ad evangelizzare i pagani, sognando la gloria del martirio.

Completati gli studi, nel 1798 indossò l'abito talare e si diede ad organizzare opere di assistenza spirituale e materiale a favore dei bisognosi. Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l'apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in S. Maria in Pincis e specializzandosi nella evangelizzazione dei carrettieri e contadini della campagna romana.

Il 13 giugno 1810 Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all'esilio e poi al carcere, che sostenne con animo sereno per quattro anni. Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del papa. Pio VII lo incaricò di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale dell'Italia e Gaspare abbandonò la città, la famiglia ed ogni altro suo progetto per dedicarsi totalmente al ministero assegnatogli, al quale attese per tutto il resto della sua vita con grande zelo.

L'apostolato di Gaspare fu segnato da fatiche e sofferenze non comuni ma fu anche benedetto da Dio con frequenti manifestazioni soprannaturali. Al suo passaggio fiorivano la fede e la pietà cristiana, cessavano gli odi e il malcostume, si verificavano strepitose conversioni.

S. Vincenzo Strambi lo definì "terremoto spirituale"; la gente lo chiamava "angelo di pace". Convertì intere logge massoniche e non si stancò di mettere in guardia il popolo contro la loro propaganda satanica. La fama della sua santità si diffuse anche fuori d'Italia, specialmente in Francia, grazie soprattutto alla guarigione di Francesca De Maistre, figlia del governatore di Nizza.

Morì a Roma il 28 dicembre 1837. San Vincenzo Pallotti vide la sua anima salire al cielo in forma di stella luminosa e Gesù venirle incontro.

Fu canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954.

 

 

(San) Giovanni Damasceno

Giovanni Mansur nacque a Damasco (per questo è detto "il damasceno") attorno al 675. È santo (festa: 6.5), dottore della Chiesa e padre della chiesa greca.

Nella seconda metà del VII secolo, Siria e Palestina erano sotto la dominazione araba. La famiglia di Giovanni ricopriva alte cariche nel governo della città, retta da un Califfo (una sorta di prefetto arabo), di cui Giovanni, giovane colto e brillante, divenne consigliere e amico. In virtù della sua amicizia con il Califfo venne nominato Gran Visir di Damasco.
In quegli anni, da Costantinopoli, l'Imperatore d'Oriente Leone III decretò l'iconoclastia, cioè la dissennata e sacrilega distruzione delle immagini sacre. Da Roma, si levò a combatterla il Papa Gregorio II. Entrato nel monastero di San Saba, presso Gerusalemme (725), Giovanni prese energicamente la difesa delle immagini di culto nel dibattito iconoclasta (Discorsi per le immagini sacre) e si distinse nella predicazione contro le eresie e l'islamismo.

Ebbe una grande devozione per la Madonna alla quale dedicò inni, omelie e trattati teologici. Nelle sue opere, si confermò esegeta coltissimo, critico sicuro, apologeta efficace, teologo illuminato, tanto da meritarsi il titolo di "San Tommaso dell'Oriente".
Compilò numerose raccolte di testi dei padri della Chiesa, la più importante delle quali è la Fons Cognitionis, testo fondamentale della chiesa orientale.

Morì a Gerusalemme il 4 dicembre 749.

Nel 1890, Leone XIII lo ha dichiarato dottore della Chiesa.

Consulta anche: Un quadro generale degli eventi degli Ultimi Tempi secondo la Tradizione

 

 

(San) Girolamo

Girolamo nacque a Stridone attorno al 347, da una ricca famiglia.

È santo (festa 30.9) e padre della Chiesa. Dopo aver studiato a Roma con Elio Donato, partì per l'oriente (373), stabilendosi dapprima ad Antiochia e poi vivendo da eremita nel deserto siriaco. Durante tale soggiorno ebbe modo di studiare a fondo il greco e l'ebraico. Divenuto sacerdote nel 379, a patto di conservare la propria indipendenza come monaco, iniziò un'intensa attività letteraria. Tornato a Roma (382), fu stretto collaboratore di papa Damaso e intraprese un'intensa attività di studio. Nel 384 ripartì alla volta di Betlemme, dove praticò vita ascetica, dedicandosi alla stesura delle sue opere e sovraintendendo a monasteri, ospizi e scuole.

Dal 391, dopo aver iniziato la revisione dell'Antico Testamento sulla traduzione greca dei Settanta, insoddisfatto delle versioni greche e latine, intraprese la traduzione direttamente dal testo ebraico, conclusa nel 406. Tale versione, con il nome di Vulgata, si diffuse negli anni successivi in tutta la chiesa cristiana latina e divenne il testo biblico canonico per tutto il medioevo, riconosciuto come unico autentico dal Concilio di Trento (1546).

Oltre alla Vulgata, la sua vasta produzione comprende: traduzioni di omelie di Origene, la traduzione, con ampie aggiunte, della Cronaca di Eusebio di Cesarea; De viris illustribus (392), rassegna di 135 autori cristiani a partire da S. Pietro; le vite dei monaci Paolo, Malco e Ilarione, con le quali introdusse in occidente il genere agiografico; scritti esegetici (commenti ai Salmi, Ecclesiaste, Profeti maggiori e minori, Epistole di S. Paolo, Vangelo di Matteo); opere dogmatiche di accesa polemica contro gli eretici (Adversus Helvidium, 383; Adversus Iovinianum, 393; Apologia adversus libros Rufini, 401-2; Contra Vigilantium, 406). Grande importanza letteraria ha infine l'Epistolario, comprendente 150 epistole, non tutte di sicura attribuzione, di carattere teologico, personale, dottrinale, esortativo e consolatorio; destinate alla pubblicazione, risentono dell'influsso di modelli classici.

Morì a Betlemme il 30 settembre del 420.

Consulta anche: Un quadro generale degli eventi degli Ultimi Tempi secondo la Tradizione

 

 

Grotta di Bessbrook - Irlanda

La Madonna è apparsa nella grotta di Bessbrook in Irlanda a Beulah Lynch e Mark Treanor, la prima volta nella primavera del 1987. Sabato 30 Maggio 1987, Mark Treanor riferì di aver avuto un improvviso impulso a recarsi nella grotta. Lì vide una donna vestita di bianco che lo guardava: era la Madonna. Indossava una corona d’oro. Il 2 giugno anche Beulah Lynch vide Nostra Signora. "Era bellissima, giovane, materna e circondata di luce" – riferì Beulah. Nei Suoi messaggi la Madonna invitava il mondo alla preghiera, al digiuno e alla penitenza. Nostra Signora consegnò anche dei messaggi profetici sul futuro dell’umanità. Questi messaggi sono simili, in linea generale, a quelli di Medjugorje.

 

 

Grotta di Melleray - monte Knockmealdown, Irlanda

La Madonna sarebbe apparsa nel 1985 in Irlanda presso il monte Knockmealdown, nella grotta di Melleray dove c’è un altare dedicato a Nostra Signora di Lourdes. La prima volta, nell’agosto di quell’anno, Nostra Signora apparve a Ursula O’Rourke, una ragazza di 17 anni del posto. La ragazza in tutto il periodo in cui ebbero luogo le apparizioni, ricevette dalla Madonna, assieme a vari messaggi, anche visioni e rivelazioni profetiche.

Durante la settimana successiva apparve e parlò a due ragazzi: Tom Cliffe (12) e Barry Buckley (11) dando loro dei messaggi di preghiera e la rivelazione di una imminente catastrofe. Ogni sera la Madonna appariva ai ragazzi subito dopo il loro ingresso nella grotta, essi la vedevano materializzarsi accanto alla statua. Secondo quanto da loro riferito, aveva fluenti capelli dorati, una corona di argento, la veste mossa dal vento e le sue labbra si muovevano come se pregasse. Altre persone, adulti e bambini, ebbero visioni di santi e persone pie, tra cui Giovanna d’Arco e Padre Pio e assistettero ad una quantità di fenomeni soprannaturali di vario tipo.

Gli avvenimenti di Melleray sono attualmente in corso di investigazione da parte della Chiesa.

 

 

Hanya - Ucraina

Il 20 dicembre 1953 in Ucraina una donna di nome Hanya ebbe una visione durante la messa: vide la collina di Seredne e su questa delle fonti d’acqua. Hanya seppe descrivere chiaramente il luogo anche se non era mai stata su quella collina. La visione continuò e le apparve la Vergine Maria che le parlò.

Il caso di Hanya è attualmente ancora sotto investigazione da parte della Chiesa.

 

 

(San) Ilario di Poitiers

Ilario nacque a Poitiers, in Francia, nel 315 circa. È santo (festa: 13.1), padre e dottore della Chiesa. Nobile proprietario terriero, sposato e con una bimba, si convertì al cristianesimo nel 345 e, poco dopo il battesimo, fu acclamato vescovo di Poitiers (350).

Impegnato contro l'arianesimo, ne confutò le posizioni nel De trinitate, subendo per questo l'esilio in Frigia (356-60).

Il contatto con l'Oriente fu provvidenziale per il vescovo di Poitiers: nei cinque anni che vi trascorse ebbe modo di imparare il greco, di scoprire Origene e la grande produzione teologica dei Padri orientali.

Rientrato a Poitiers riprese la sua opera pastorale fino al momento della sua morte avvenuta a Poitiers il 13 gennaio del 367.

Pio IX nel 1851 lo ha proclamato Dottore della Chiesa.

Oltre al summenzionato De trinitate, altre opere di Sant’Ilario sono: Commento a S. Matteo; Trattato sui salmi; Trattato sui misteri (365).

Consulta anche: Un quadro generale degli eventi degli Ultimi Tempi secondo la Tradizione

 

 

(San) Ippolito

Religioso e scrittore cristiano di lingua greca, santo (festa: 13.8), è annoverato fra i padri della Chiesa. Studi recenti porterebbero a distinguere tre diversi personaggi: un Ippolito vescovo e scrittore, un Ippolito martire romano e un terzo, autore di saggi filosofici, da identificarsi con l'antipapa contrapposto a Callisto e a Ponziano (quest’ultimo Ippolito sarebbe morto, secondo alcune fonti, il 13.8.236).

Sotto questo nome sono state tramandate numerose opere di esegesi biblica, di argomento liturgico, teologico e apocalittico-escatologico.

Consulta anche: Un quadro generale degli eventi degli Ultimi Tempi secondo la Tradizione

 

 

(San) Ireneo

Ireneo nacque a Smirne (nell’attuale Turchia) attorno al 130. È santo (festa: 28.6) e padre della Chiesa.

Fu uditore di san Policarpo. Approdato in Gallia, nel 177 divenne sacerdote e vescovo della Chiesa di Lione, dove esisteva una comunità cristiana che a quel tempo viveva sotto le persecuzioni di Marco Aurelio.

Lì combatté contro lo gnosticismo (smascheramento e confutazione della falsa gnosi, 5 libri, in greco), difendendo la centralità e il primato della Chiesa di Roma. Molteplice fu la sua attività di maestro e testimone della tradizione apostolica. Diffuse estesamente il messaggio evangelico. Si fece promotore di riconciliazione nella controversia sulla Pasqua, approfondì in opere di grande valore la comprensione delle Scritture e dei misteri della Fede: la Trinità, il Cristo centro della storia, l'Eucarestia che assume e trasforma l'umile materia della creazione. Dei suoi scritti ci restano intatti i cinque libri dell'Adversus haereses, in cui Ireneo appare non solo un teologo equilibrato che sa penetrare mirabilmente il mistero dell'Incarnazione redentrice, ma anche uno dei pastori più completi che abbiano servito la Chiesa.

Morì a Lione attorno al 200.

Consulta anche: Un quadro generale degli eventi degli Ultimi Tempi secondo la Tradizione

 

 

(Padre) Jean-Edouard Lamy

Padre Jean-Edouard Lamy (Père Lamy)

Jean-Edouard Lamy nacque in Francia nel 1853. Fu curato de La Courneuve dal 1900 al 1923.

Tutta la sua vita fu costellata da visioni e fenomeni mistici straordinari. Aveva spesso visioni di Gesù (soprattutto durante la Messa), della Madonna, di San Giuseppe e di angeli. Aveva una straordinaria devozione per la Madonna e una grande familiarità con gli angeli. Conversava regolarmente con il suo Angelo Custode. Molte persone che erano presenti quando parlava con gli angeli riferivano di sentire distintamente le loro risposte. Molti testimoni dicevano di vedere il viso di Padre Lamy diventare radioso quando assisteva alle sue visioni. Spesso nelle sue visioni vedeva fatti del passato e del futuro. Come altri grandi mistici subiva le vessazioni di Satana.

Dormiva una o due ore per notte e recitava il Rosario quasi continuamente. Aveva il dono del discernimento delle coscienze, cioè poteva "sentire" i peccati delle persone. Vengono riferiti molti miracoli operati da lui. Numerosi e illuminanti sono i suoi commenti su questioni spirituali e le profezie pervenuteci.

Il suo vescovo disse di lui: "Nella mia diocesi ho un altro Curato d'Ars".

La sua biografia è sta scritta dal Conte Paul Briver nel libro "Le Père Lamy, apôtre et mystique" ("Padre Lamy, apostolo e mistico"; N.d.T.).

Morì nel 1931.

 

 

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