CENNI STORICO-BIOGRAFICI

Varie informazioni sulle apparizioni mariane e sulla vita di santi, mistici e veggenti

 

Santa Teresa d'Avila
Suor Agnese Sasagawa - Akita, Giappone
Suor Anna Ali - Kenia
Suor della Natività - Fougères, Francia
Suor N.N. - Italia
Teresa Musco - Caiazzo, Italia
Teresa Neumann - Konnersreuth, Germania
Venerabile Bartolomeo Holzhauser - Augsburg, Germania
Venerabile Madre Agnese Chiara Steiner - Nocera, Italia
Venerabile Madre Maria Di Agreda - Agreda, Spagna
Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi - Cosenza, Italia

 

 

 

Santa Teresa d'Avila

Santa Teresa d'Avila

Teresa de Cepeda y Ahumada nacque il 28 marzo 1515 ad Avila, Spagna. Crebbe in una famiglia numerosa, la sua fu un'infanzia serena e molto pia. Fin da piccola si distinse per il grande amore verso la lettura della Sacra Scrittura e fu animata dal desiderio del martirio.

Entrò in un convento carmelitano nel 1533. A causa di varie difficoltà di ordine spirituale, faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua "conversione". A partire dal 1542 fu protagonista di numerose esperienze mistiche, che costituiscono il tema principale della sua opera, cui per altro attese sempre sotto richiesta dei suoi padri spirituali o per l'ammaestramento delle suore del convento.

Nel 1560 ebbe la prima idea di un nuovo Carmelo. Propugnò la necessità di una riforma dell'ordine che ripristinasse l'antico rigore della regola e curò la fondazione di numerosi nuovi monasteri, scontrandosi spesso per il suo fervore con l'autorità ecclesiastica. Con l’aiuto di San Giovanni della Croce fondò una serie di case per carmelitani e carmelitane "scalzi". Le sue opere principali sono: "Libro della vita" (1562-65); "Libro delle dimore" (1576-77); "Libro delle fondazioni" (1582).

Morì ad Alba de Tormes (Salamanca) il 4 ottobre 1582. Venne beatificata nel 1614, canonizzata nel 1622 e proclamata dottore della chiesa nel 1970 (è stata la prima donna, insieme a S. Caterina da Siena, ad ottenere tale titolo).

 

 

Suor Agnese Sasagawa – Akita, Giappone

Suor Agnese Sasagawa

Le apparizioni di Akita, in Giappone, hanno per protagonista suor Agnese Katsuko Sasagawa, una religiosa dell’Ordine delle Serve dell’Eucarestia.

Il 12 giugno 1973, suor Agnese sente una voce (la religiosa è completamente sorda), e mentre prega vede una luce brillante provenire dal tabernacolo, questo fenomeno si verifica per diversi giorni.

Il 28 giugno, sulla sua mano sinistra appare una ferita a forma di croce, è molto dolorosa e le provoca una copiosa perdita di sangue.

Il 6 luglio, il giorno della prima apparizione, vede prima il suo angelo custode e poi sente una voce provenire dalla statua della Vergine Maria. Lo stesso giorno alcune delle sue consorelle notano del sangue uscire dalla mano destra della statua. Il sangue fuoriesce da una ferita a forma di croce identica a quella di suor Sasagawa.

Di lì a poco suor Agnese riceve dalla Madonna un messaggio nel quale le viene chiesto di pregare per il Papa, i vescovi e i sacerdoti e in riparazione ai mali degli uomini.

Nella seconda apparizione, il 3 agosto, la Vergine dice tra l’altro a suor Agnese: "…Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità…".

Il 13 Ottobre 1973, riceve l’ultimo e più importante messaggio nel quale la Madonna dà alcune importanti indicazioni sulla natura e sulle conseguenze del Castigo. Si tratterà di una punizione più grande del Diluvio (dei tempi di Noè) e avrà luogo per mezzo del fuoco dal Cielo che annienterà gran parte dell’umanità, buoni e cattivi, senza risparmiare né religiosi né fedeli. Inoltre la Santa Vergine parla delle divisioni, della corruzione e delle persecuzioni che interesseranno la Chiesa, ad opera del Maligno, in un futuro prossimo.

L’angelo che visitò la prima volta suor Agnese, ha continuato a parlarle per i 6 anni seguenti.

Il 4 gennaio 1975 la statua di legno dalla quale suor Agnese aveva udito provenire la voce della Vergine inizia a lacrimare. La statuetta ha pianto per 101 volte nel corso dei sei anni e 8 mesi successivi.

Una truppe televisiva giapponese, mentre realizzava un servizio sugli eventi di Akita, ha potuto filmare la statua della Madonna mentre piangeva.

In diverse occasioni, la statua della Madonna, ha anche sudato profusamente e, secondo vari testimoni, il sudore emanava un dolce profumo. Sul palmo della mano destra è apparsa una ferita a forma di croce dalla quale stillava del sangue. Centinaia di persone sono state testimoni dirette di questi eventi prodigiosi.

Diverse indagini scientifiche sono state eseguite sul sangue e sulle lacrime prodotte dalla statua. Le analisi condotte dal professor Sagisaka della Facoltà di Medicina Legale dell’Università di Akita, hanno confermato che il sangue, le lacrime e il sudore erano veri e di origine umana. Erano di tre gruppi sanguigni: 0, B e AB.

Nel 1981, una donna coreana, la signora Chun, con un cancro al cervello in fase terminale ottenne una guarigione immediata mentre pregava davanti alla statuetta. Il miracolo venne confermato dal dottor Tong-Woo-Kim dell’ospedale St. Paul Hospital di Seul e da don Theisen presidente del Tribunale Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Seul. Il secondo miracolo fu la completa guarigione dalla totale sordità di suor Agnese Sasagawa.

Nell’aprile del 1984 monsignor John Shojiro Ito, vescovo di Niigata in Giappone, dopo un’ampia e approfondita investigazione durata diversi anni, dichiarò che gli avvenimenti di Akita sono da considerarsi di origine soprannaturale e autorizzò nell’intera diocesi la venerazione della Santa Madre di Akita. Il vescovo affermò: "Il messaggio di Akita è la continuazione del messaggio di Fatima".

Nel giugno del 1988 il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede presso la Santa Sede, espresse un giudizio definitivo sulla vicenda definendo gli eventi di Akita attendibili e degni di fede.

La lacrimazione della statuetta in legno della Madonna nel convento delle Serve dell'Eucarestia ad Akita

(le lacrimazioni accertate sono oltre un centinaio)

I messaggi della Madonna ad Akita e Immagini sacre che piangono lacrime e sangue (il caso di Akita)

 

 

Suor Anna Ali - Kenia

Suor Anna Ali

Anna Ali è nata il 29 dicembre 1966 a Kipkelion in Kenia. Il suo nome mussulmano di nascita è Hadija ma dopo il battesimo cattolico, celebrato nell'aprile 1979, ha preso quello di Anna. E' la primogenita di cinque figli. Suo padre è un musulmano devoto e i suoi genitori si divisero sulla questione che riguardava la fede cattolica della ragazza.

All'età di 9 anni Anna iniziò ad avere dei seri problemi di salute che ben presto la costrinsero ad abbandonare gli studi. Questa condizione di grave malattia fu una preparazione per la missione di anima vittima che le era stata affidata dal Signore. Dopo essere stata guarita grazie alle preghiere dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo, si trasferì a Roma con l'intento di consacrare la sua vita a Dio.

Suor Anna Ali ha preso i voti il 7 settembre 1991 a Roma.

Nell'agosto 1987, a Porta Angelica (Roma), ha iniziato a ricevere le prime apparizioni di Gesù. La donna prendeva nota personalmente dei messaggi che Gesù le comunicava. Le sue rivelazioni sono incentrate principalmente sulla devozione alla Santa Eucarestia.

Per via del suo basso livello di istruzione, la ricchezza e la profondità degli insegnamenti teologici contenuti nei suoi messaggi è di gran lunga superiore alle sue conoscenze, e ciò costituisce senza dubbio la migliore prova a favore dell'autenticità delle apparizioni.

Le apparizioni di Suor Anna Ali sono formalmente supportate dall'Arcivescovo Monsignor Emmanuel Milingo.

 

 

Suor della Natività – Fougères, Francia

Jeanne Le Royer nacque in Bretagna, Francia, il 24 febbraio del 1731. Era una donna incolta che trascorse tutta la sua vita nella città di Fougères. In giovinezza venne ammessa come domestica nel convento di Santa Clara a Fougères, dove nel 1755 divenne suora. Faceva parte dell'ordine delle Clarisse Urbaniste, il nome religioso che prese fu "Suor della Natività".

La religiosa ebbe numerose visioni profetiche e rivelazioni celesti. Poiché non sapeva scrivere, dettò le sue rivelazioni al suo padre spirituale. Ma qualche tempo dopo, assalita dagli scrupoli, distrusse le prime copie gettandole nel fuoco. Trent'anni più tardi, nel 1790, il suo nuovo direttore spirituale, l'abate Genet, trascrisse nuovamente le rivelazioni. Nelle prime rivelazioni andate distrutte tra l'altro erano descritti in grande dettaglio i terribili avvenimenti della Rivoluzione Francese. Padre Genet aveva già scritto quattro libri quando improvvisamente dovette interrompere il lavoro a causa delle persecuzioni contro la Chiesa intentate dai rivoluzionari.

Suor Jeanne Le Royer morì nel 1798. Le rivelazioni di Suor della Natività vennero raccolte in tre volumi e pubblicate nel 1817.

Le profezie di Suor della Natività

 

 

Suor N.N. - Italia

Di questa religiosa sappiamo molto poco. Le poche informazioni a nostra disposizione le apprendiamo dal Padre spirituale che nel 1971 di lei scriveva: "A quanti la conoscono, questa suora si presenta come una religiosa esemplare nella perfetta osservanza delle pratiche della vita comune, esattissima nell'adempimento dei suoi doveri quotidiani e nel disimpegno del suo attuale ufficio, che richiede la massima attenzione e applicazione della mente. Inoltre appare dotata di intelligenza pronta, di perfetto equilibrio e di assoluto buon senso, e quindi al riparo dalle deviazioni di una immaginazione troppo viva e pericolosa. E' particolarmente significativa al riguardo la sua naturale ripugnanza a tutto ciò che si allontana dalla via ordinaria e comune; per questo da principio non voleva accettare e riconoscere come autentici quei fenomeni mistici, che fino allora, nella sua lunga vita, non solo non aveva mai sperimentato, ma neanche, sia pur lontanamente, immaginato o desiderato. Per indurla a credere ci volle l'intervento del suo Direttore spirituale, al quale prestò sempre la più umile, docile, pronta e incondizionata ubbidienza". Inoltre, a proposito dei suoi carismi, il sacerdote spiegava: "dietro il diaframma di una condotta ordinaria, semplice e comune ha saputo custodire gelosamente, ed occultare sotto «il gran velo del nascondimento», i tesori delle grazie straordinarie e dei doni mistici, di cui Iddio, negli ultimi anni della sua lunga vita, così all'improvviso e inaspettatamente l'ha voluta arricchire; e ciò, con tale sovrabbondante profusione da farci restare pensosi e attoniti".

Agli inizi del gli anni ‘70 la religiosa, su ordine di Gesù, ha pubblicato un volumetto dal titolo "Il gran Messaggio d'Amore" desunto testualmente da un grosso Manoscritto ove, per obbedienza al suo Direttore spirituale, aveva annotato giorno per giorno tutte le manifestazioni soprannaturali e i colloqui divini di cui fu favorita dall'estate del 1967 fino ai primi mesi del 1970, e, a lunghi intervalli, anche più tardi.

Moltissimi segni e prodigi, rappresentano, a giudizio del Padre spirituale, delle "prove cumulative e convergenti" che "dimostrano in modo inequivocabile l'autenticità e la veridicità del Manoscritto".

Come la suora stessa riferisce nella prefazione del libro, questi fenomeni straordinari ebbero inizio con la voce chiara e inconfondibile dell'unica e amata sorella, morta da poco tempo. La sua voce continuò a farsi sentire anche successivamente per lungo tempo, esortando insistentemente la religiosa a "scrivere a lettere di fuoco e a proclamare a tutte le genti" quanto le stava dicendo. Dopo qualche mese di tanto in tanto, interveniva anche la Madonna e subito dopo Gesù Cristo.

"Il gran Messaggio d'Amore" è pubblicato con Imprimatur ecclesiastico. Il libretto, il 1 gennaio 1972, ricevette su "L'Osservatore Romano" una lunga e favorevole recensione di Lorenzo Bracaloni. Nel mese di febbraio del 1972 fu inviata una copia dei messaggi anche a Papa Paolo VI che, con una lettera a firma di G. Benelli, mandò la sua benedizione alla religiosa e al suo Padre Spirituale.

 

 

Teresa Musco – Caiazzo, Italia

Teresa Musco

Teresa Musco nacque il 7 giugno 1943 a Caiazzo, in provincia di Caserta. Fin dall'infanzia la vita di Teresa fu segnata da tante sofferenze ma nello stesso tempo anche da straordinarie esperienze come le visioni di Gesù, della Madonna, di Angeli e di Santi. Teresa accettò di essere un'anima vittima, e per questo la malattia, la sofferenza, il nascondimento, le incomprensioni, le offese e i maltrattamenti contrassegnarono costantemente la sua esistenza. La stessa Teresa, già prima dei sei anni, si infliggeva delle penitenze corporali in riparazione dei peccati degli uomini e per le anime del Purgatorio. Nel sopportare tutte queste sofferenze le davano conforto e sostegno, oltre ai Sacramenti e alla preghiera, il suo Padre spirituale, Don Giuseppe Borra (rettore dei Salesiani di Caserta) e il Fratello spirituale, Padre Franco Amico. Un gran numero di Sacerdoti si rivolgevano a lei per chiedere consigli e preghiere.

Le persone che le rimasero più vicine poterono constatare come attorno a lei si verificassero ogni giorno i fatti più incredibili: colloqui con entità invisibili, manifestazioni prodigiose sul suo corpo, come stimmate, sudorazioni di sangue, bilocazioni, estasi. Inoltre si parla della capacità di predire avvenimenti futuri, di leggere i cuori (e anche il pensiero, secondo qualcuno), di individuare malattie che nemmeno i medici erano in grado di diagnosticare; e poi vengono riferite numerose lacrimazioni di sangue in immagini sacre nella sua casa, come quelle del Bambino Gesù e del Sacro Cuore. Esistono fotografie di questi fenomeni e testimonianze di medici e scienziati che ne garantiscono l’autenticità escludendo ogni possibilità di manipolazioni e imbrogli.

Teresa morì il 19 agosto 1976, all'età di 33 anni, come Gesù le aveva già annunciato qualche anno prima.

La salma rimase esposta per due giorni e due notti e il via vai di gente accorsa da ogni parte fu interminabile. Le esequie furono solenni, la Messa venne celebrata da venti Sacerdoti.

Il suo caso è stato studiato da teologi di grande fama. Due biografi di eccellenza le hanno dedicato dei libri: Padre Gabriele Roschini (filosofo e teologo di fama internazionale) e Padre Antonio Gallo.

La vita della mistica e i messaggi di Gesù e della Madonna

 

 

Teresa Neumann - Konnersreuth, Germania


Teresa Neumann

Teresa Neumann nacque a Konnersreuth, un piccolo paese della Baviera settentrionale, l’8 aprile 1898.

All’età di 20 anni, si procurò una lesione alla spina dorsale mentre correva in soccorso dei vicini cui si era incendiata la casa. A causa dell’incidente rimase paralizzata alle gambe e qualche tempo dopo, a causa di un altro incidente, divenne anche cieca.

Quando suo padre, un militare tedesco, le portò a casa dal fronte un’immaginetta di Teresa del Bambin Gesù, Teresa Neumann cominciò a pregarla e il 29 aprile 1923, a pochi giorni dalla beatificazione della suora francese, grazie alla sua intercessione riacquistò improvvisamente la vista. Due anni dopo, sempre per intercessione di Teresa di Lisieux, improvvisamente Teresa Neumann riacquistava anche l’uso delle gambe.

Dal 1926, Teresa Neumann ricevette nelle mani, nei piedi, nel costato e sul capo le piaghe di Gesù Cristo: le stigmate. Per 36 anni, ogni venerdì, riviveva sul suo corpo la passione di Nostro Signore.

Era impressionante lo spettacolo che si presentava agli occhi dei numerosi testimoni che assistevano alle "passioni" di Teresa. Il sangue che usciva copioso dalle ferite le inzuppava i vestiti mentre l’espressione del suo volto testimoniava una profonda sofferenza fisica e spirituale.

Le sua ferite non andavano incontro ad infiammazioni o suppurazioni e sembravano non rispondere a nessun tipo di trattamento medico. Tutti coloro che ebbero modo di conoscerla non riscontrarono in Teresa alcuna forma di isteria o di autosuggestione che potesse giustificare quelle ferite.

Pur conoscendo soltanto il dialetto della sua terra, durante le sue visioni ripeteva ad alta voce i lunghi dialoghi che sentiva in aramaico, greco e latino e molti specialisti di lingue antiche confermarono l’esattezza delle parole pronunciate da Teresa. Strabiliava esperti quali il professore di filologia semitica Johannes Bauer, l’orientalista e papirologo viennese prof. dott. Wessely e l’arcivescovo cattolico dott. Jos. Parecatill. I tre concordarono nell’affermare che Teresa si esprimeva nella lingua che si parlava in Palestina ai tempi di Gesù. La cosa era assolutamente inspiegabile vista la scarsa erudizione scolastica della donna.

Dal 1926, anno in cui ricevette le stimmate, fino al momento della sua morte, Teresa Neumann non mangiò e non bevve mai nulla, nutrendosi esclusivamente dell’ostia consacrata.

La diocesi di Ratisbona istituì una commissione composta da uno psichiatra, il dott. Ewald, da un medico, il dott. Seidl e da quattro suore, che sorvegliò e studiò Teresa per un periodo di quindici giorni. A gruppi di due le suore, sotto giuramento, controllarono ininterrottamente anche il più piccolo movimento della donna. A Teresa, venne proibito l’accesso alla toilette: tutte le secrezioni venivano raccolte ed esaminate. I medici eseguirono approfondite analisi delle ferite e controllarono più volte il peso e la temperatura corporea della donna. Al termine dei quindici giorni i medici dichiararono l’autenticità delle stigmate e confermarono che nessuna sostanza era stata ingerita dalla paziente durante il periodo dell’indagine.

La mistica possedeva anche i doni della bilocazione (la capacità di essere in luoghi diversi allo stesso tempo), della xenoglossia (la capacità di esprimersi in lingue sconosciute), della telepatia e della profezia. Anche lei come altri mistici del nostro tempo profetizzò un futuro terribile castigo per l’intera umanità.

Teresa Neumann morì il 18 settembre 1962 a causa di un attacco cardiaco. Il suo corpo rimase esposto per cinque giorni senza dare alcun segno di decomposizione.

 

 

Venerabile Bartolomeo Holzhauser – Augsburg, Germania

Bartolomeo Holzhauser nacque il 24 agosto 1613 a Laugna, presso Augsburg in Bavaria, da Leonard e Catherine Holzhauser. La sua era una famiglia di undici figli, povera, molto pia e onesta.

Fin da giovane ebbe un grande amore per i libri e una precoce vocazione per il sacerdozio. Il 9 luglio 1636 prese il Dottorato in Filosofia e quindi iniziò gli studi di teologia. Venne ordinato sacerdote nel 1639. Fu anche fondatore di una comunità religiosa, i Confratelli Uniti o, secondo la denominazione ufficiale, l'"Institutum clericorum sæcularium in communi viventium".

Molti fatti straordinari vennero riferiti su di lui, tra i quali anche straordinarie guarigioni. Alcuni dei suoi scritti dimostrano che ebbe il dono della profezia.
Morì il 20 maggio 1658, all'età di soli 45 anni, dopo una vita spesa al servizio di Dio e della sua gente.

Qualche anno dopo la sua morte venne inviata a Roma una petizione per la sua canonizzazione.

Le opere scritte da Bartolomeo sono: "Constitutiones et exercitia spiritualia Clericorum sæcularium in communi viventium", "Epistola fundamentalis", "De humilitate", "Tractatus de discretione spiritnum", "Documenta pro iis qui conversioni hæreticorum et infidelium se impendunt", "Visiones", "Interpretatio Apocalypsis usque ad cap. XV, v. 5".

Nel lavoro "Visiones" Bartolomeo raccoglie dieci sue visioni profetiche. Alcune di queste si sono già avverate, altre riguardano la "fine dei tempi".

Le profezie del Ven. Bartolomeo Holzhauser

 

 

Venerabile Madre Agnese Chiara Steiner - Nocera, Italia

Ven. Madre Agnese Steiner

Teresa Steiner nacque il 29 Agosto 1813 a Tesido, nell’alta Pusteria, a quel tempo sotto la dominazione bavarese. Era la secondogenita di quattro figli nati da Simone Steiner e Maria Sinner. Simone Steiner morì quando Teresina non aveva ancora quattro anni. Più che nella mamma, la piccola Teresa trovò un sostegno e una guida nella sorella di suo padre, Anna, che conviveva nella casa Steiner. Dalla zia Anna la piccola Teresa imparò a pregare; da essa soprattutto fu iniziata alla meditazione della passione e morte di Gesù. La morte del padre portò gravi disagi economici a tutta la famiglia Steiner. Per cui, benché in tenera età e di costituzione gracile, Teresa dovette darsi da fare per essere utile alla famiglia col proprio lavoro.

Teresa cercava spesso la solitudine e la preghiera, appena era libera dagli impegni della scuola e della casa, correva subito in chiesa.

Sentì la vocazione di farsi monaca fin da bambina. Ne parlava spesso alla mamma Maria, ma tanto la madre quanto gli altri parenti volevano che pensasse al matrimonio e non a farsi monaca.

Teresa aveva una grande premura per i poveri, i malati e moribondi. Assisteva gli infermi giorno e notte, adattandosi ai servizi più gravosi e più ripugnanti, sempre con tanta amabile e generosa dedizione. Per i poveri si privava volentieri di qualcosa del suo pranzo; e i pochi spiccioli di denaro che talvolta riceveva per sé li donava molto spesso ai mendicanti.

Dopo tante peripezie venne accettata nel monastero delle Terziarie Francescane Tedesche di Assisi.

Fin dal primo periodo di permanenza in quel monastero venne pesantemente vessata dal diavolo. Inoltre era continuamente al centro di esperienze mistiche e fenomeni soprannaturali che lasciavano perplesse le altre monache. Per questo motivo, per molto tempo, la giudicarono pazza.

Ma ci pensò il Signore a far mutare opinione alle monache sul conto di Suor Agnese. A seguito di diversi fatti occorsi nel monastero il loro giudizio cambiò. Si videro sotto altra luce le stravaganze della loro novizia. Determinante poi fu il parere del confessore, P. Norberto, che rassicurò tutte sul fatto che "la cosa era soprannaturale".

Ad Assisi, il 6 giugno 1841, fece la professione perpetua.

Dio scelse Suor Agnese per una importante Riforma delle anime religiose francescane. Su mandato divino scrisse le Costituzioni, che avrebbero dovuto mitigare alcune austerità esterne della Regola di S. Chiara.

Il 17 settembre 1847 Pio IX approvò la nuova Regola delle Clarisse, così come era stata redatta da Suor Agnese.

Il 21 gennaio 1848, Suor Agnese venne eletta abbadessa nel monastero di S. Giovanni a Nocera.

Nella vita della Steiner spicca l’amore per la croce. La religiosa emise il voto di vittima per i peccatori col quale si impegnò "ad accettare tutto ciò che al Signore piacerà mandarmi per i peccatori e per il mondo tutto". Fu tormentata per tutta la vita da indicibili sofferenze e da stranissime malattie la cui origine era sconosciuta e che spesso resistevano ad ogni terapia.

Madre Agnese soleva indossare tonache rappezzate che le erano molto care per l’amore che portava alla santa povertà. Aveva una pietà particolare per le anime del Purgatorio, con le quali fu più volte in misteriosa comunicazione.

Morì il 24 agosto 1862, quando aveva 49 anni.

La salma della Steiner rimase esposta nella Chiesa del monastero per quattro giorni. Da Nocera e dintorni moltissimi accorsero a rendere omaggio alle sue spoglie mortali. Il 28 agosto 1862, dopo un funerale straordinario per concorso di popolo commosso e ammirato, la salma della Madre Agnese fu sepolta in un loculo scavato in fondo alla chiesa del monastero di San Giovanni.

La vita e le rivelazioni della Ven. Madre Agnese Steiner

 

 

Venerabile Madre Maria Di Agreda – Agreda, Spagna

Madre Maria Di Agreda

Maria nasce ad Agreda (Spagna) il 2 aprile 1602. I suoi genitori erano Francisco Coronel e Catalina Arana.

Fin dal momento del suo noviziato riceve singolari doni mistici tra cui numerose e frequenti estasi.

In giovane età viene eletta badessa del suo convento con dispensa pontificia. Uno dei fatti più straordinari del primo periodo della sua vita religiosa fu la catechizzazione degli indios del Nuovo Messico operata dal convento di Agreda per mezzo del dono della bilocazione.

Una fra le sue opere più importanti è il "Mística Ciudad de Dios", un’ampia biografia storico-teologica della Vergine Maria che venne pubblicata nel 1670 e tradotta in dodici lingue. La prima redazione del libro avvenne per richiesta della Vergine stessa fra gli anni 1637-1643, ma non venne pubblicata per i divieti delle autorità religiose. Ma Suor Maria ricevette dopo poco tempo un altro mandato dal Cielo di redigere la divina storia e con la stessa esemplare obbedienza compose l’opera per la seconda volta fra il 1655 e il 1660.

Un’altra sua opera, il "Diccionario de Autoridades" ebbe diversi problemi con l’inquisizione che ne voleva vietare la pubblicazione. Fino al decreto di Papa Innocenzo XI che stabilì in via definitiva la revoca del divieto. Altre importanti opere della religiosa spagnola sono: "Escala espiritual", "Primeras y Segundas Leyes de Esposa", "Ejercício cotidiano para ocupar bién las horas del dia", "Ejercícios Espirituales de retiro".

Madre Maria morì il giorno di Pentecoste del 24 maggio 1665 nel suo monastero di Agreda. Lo straordinario fenomeno della conservazione del suo corpo, rimasto inalterato dopo la morte della religiosa, è stato oggetto di quattordici riconoscimenti ufficiali. Con l’ultimo avvenuto il 20 maggio 1989, venne collocato nella Chiesa della Concezione ed esposto al pubblico.

Madre Maria di Agreda è una figura femminile di eccezionale levatura, non solo per il suo tempo, che con i suoi insegnamenti, con le sue influenze spirituali e le sue straordinarie virtù ha saputo conquistare il mondo.

 

 

Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi – Cosenza, Italia

Ven. Padre Bernardo Maria Clausi

Vincenzo Maria Clausi nasce il 26 novembre 1789 a San Sisto dei Valdesi, frazione di San Vincenzo La Costa (Cosenza). Nel 1805 entra nel noviziato dei Minimi a Paola, uscendone nel 1808 a causa del decreto napoleonico di soppressione degli Ordini e Congregazioni religiose. Tra il 1816 e il 1817 accede ai ministeri inferiori e agli ordini sacri ricevendo il presbiteriato in Monteleone, oggi Vibo Valentia. Dal 1822 al 1827 esercita il suo ministero sacerdotale nella parrocchia di San Michele Arcangelo in San Sisto dei Valdesi, distinguendosi per il suo zelo pastorale nell'intera diocesi cosentina. Nel 1827 ritorna ad abbracciare la vocazione religiosa dei Minimi di San Francesco di Paola, professando i voti il 17 aprile 1828. Nel 1830 viene trasferito al convento collegio di San Francesco di Paola ai Monti in Roma e vi giunge con la fama di "frate santo che fa miracoli". Sarà questo, per Padre Bernardo, un periodo di intensa testimonianza religiosa tra i fedeli e gli infermi, nell’esercizio di quello spirito di umiltà, semplicità e carità che lo contraddistingue. Le sue virtù e lo zelo sacerdotale, uniti ai segni straordinari, lo espongono all'affetto dei fedeli.

Nel 1842 viene invitato da Carlo Alberto di Savoia a recarsi in Liguria e Piemonte. Lì darà ovunque testimonianza esemplare, con manifestazioni di grazie molto spesso prodigiose. A Torino incontra San Giovanni Bosco e gli profetizza la costituzione dell'Ordine dei Salesiani. Dal 1844 al 1847 viaggia e opera nel regno di Napoli. Nel 1847 è a Paterno Calabro (Cosenza), per ristrutturare e riaprire al culto l'antico convento caro a San Francesco di Paola. Nello stesso anno, su invito di Pio IX, ritorna a Roma. Nel mese di novembre del 1849 fa ritorno al Santuario di Paola, dove il 20 dicembre dello stesso anno muore in concetto di santità.

Vengono attribuiti a Padre Bernardo molti miracoli, che operava specialmente mediante la "Madonnina" che portava sempre con sé. Aveva frequenti estasi e diversi carismi, tra cui: la profezia, la levitazione, la bilocazione.

L'Ordine dei Minimi avviò, subito dopo la sua morte, i processi canonici per arrivare al riconoscimento delle virtù eroiche di Padre Bernardo. Il primo processo ordinario romano sulla fama di santità si tenne dal 15 dicembre 1862 al 14 marzo 1870 e ne seguirono altri quattro ordinari e quattro apostolici. Solo l'11 dicembre del 1987 Papa Giovanni Paolo II, con proprio decreto, riconoscerà ufficialmente l'eroicità delle virtù del Padre Bernardo Maria Clausi dichiarandolo Venerabile.

Le profezie di Padre Bernardo Maria Clausi

 

 

 

 

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